Senza categoria

Bohumil Hrabal – Opere scelte

-Io quando leggo in realtà non leggo, io infilo una bella frase nel beccuccio e la succhio come una caramella, come se sorseggiassi a lungo un bicchierino di liquore, finché quel pensiero non si scioglie in me come alcol, si infiltra dentro di me così a lungo che mi sta non soltanto nel cuore e nel cervello, ma mi cola nelle vene fino alle radicine dei capillari.- Una solitudine troppo rumorosa

Esattamente così, non si legge Hrabal, si sorseggia, all’inizio anche un po’ faticosamente per quelle liriche riflessive, impressioniste, dove prevale la metafora e il decorativismo. Poi pian piano si diventa più pratici delle sue associazioni e quando sono arricchite da maggior lirismo allora è fatta, ti si scioglie dentro. Si comincia con i versi delle poesie in prosa d’ispirazione apollinairiana, il surrealismo lo aiuta ad ampliare lo spazio immaginativo dei suoi contenuti che sono e saranno sempre gli stessi, gli ambienti e le persone che frequenta nelle osterie, nelle fabbriche e in ferrovia che gli forniscono un’infinità di materiale. Passato il periodo della sperimentazione, il “trascrittore”, così si autodefinisce considerando la sua una scrittura che registra linguaggi e fatti di vita che gli accadono attorno, comincia ad usare espressioni originali e slang con l’obiettivo di riprodurre lo splendore e la grettezza di un microcosmo, dove ci sono vite tempestose in mezzo alla banalità e al di fuori della Storia. Narra vicende che si susseguono senza sosta come tanti microracconti, pagine di narrazioni drammatiche, altamente umoristiche, sentimentali, con continue citazioni di scrittori e filosofi, con discorsi sconclusionati, scombinati, dadaisti, assurdi eppure tremendamente lirici, alla Chaplin. Sono stramparloni coloro che possiedono la capacità di essere logorroici, di ingarbugliare se stessi e i fatti in un intreccio di parole e di atti stupefacentemente belli. Sono persone comuni o appartenenti al gradino più basso della scala sociale, ma sono quelli che spesso dicono di più con le loro esperienze profonde, accadute in ambienti duri, disumani, che fanno scaturire la giocosità e una posizione etica a partire dal ridicolo. Il suo realismo magico è apolitico e non ideologico, a-morale per come riporta la spontaneità senza senso di colpa della sfera erotica, senza vergogna, fanno parte del Ludibrionismo, di quelle cose che si designano come oscene o dileggi. La meraviglia è il carattere lirico che illumina i suoi testi, il rispondere ridendo alle tragedie non è sarcasmo, non fa passare sotto silenzio la tragicità ma svela l’ambivalenza particolare della sua intrinseca complessità.

In Hrabal ci sono cose intellettualmente importanti e stilisticamente belle ma ogni lettore decodifica a suo modo rischiando la banalizzazione e l’idillio, come ho fatto io che ho raccolto frammenti di evocazioni commosse alla luna.

La bella Poldi -……quando la luna folle rispecchia i riflessi dei suoi riflessi anche l’aria è imbrattata di lei……Così tra due lune-grembi risplendè la luna della mia vita………E ridivenni sole e la mia morte semplice luna del mio volto.

Mortomat ….amarsi su una panca al chiaro di luna, ora felice.

Caino…..Gli occhi di lei erano chiari e indulgenti e aveva il colletto pulito come la mezzaluna che stava spuntando in quel momento.

Gli stramparloni……oramai era buio e sopra il querceto era spuntata la luna, una enorme luna gialla, e si rispecchiava fino a me, stavo seduta su una pietra e con le gambe sguazzavo nell’acqua in cui si rispecchiava quella luna gialla e poi mi sono lasciata scivolare nell’acqua e ho nuotato in quell’acqua d’ottone, mi piaceva nuotare nel riflesso della luna, smuovere con la mano quel colore metallico, e se alzavo un braccio ce l’avevo di ottone……..La ragazza delle ninfee ebbe un tremito fino a dove sarebbe volata se si fosse staccato il seggiolino? Forse fino in mezzo al fiume, dove avrebbe mandato in frantumi la luna che vi si rispecchiava. …..La luna era appesa sopra la città e nella fontana il getto d’acqua giocherellava con la pallina bianca da ping pong…….”Vede quella luna storta”……Attraverso i rami la luna illuminava i polsi ammanettati. Il guardiano era fermo vicino alla panchina, macchiata di luce bianca, e gridava:”Non ve ne andate ancora! Guardate questa bella notte! Questa luna storta……

Treni strettamente sorvegliati …….Sulla luna passò una lunga nuvola e cominciò a fioccare neve ghiacciata. …La luna affiorò da quella nuvola di neve e nella notte gelida le piane dei campi scintillavano. …La luna era nascosta dietro una nuvola beige dalla quale fioccava così fitta la neve, eppure quella piccola nuvola si vedeva sempre. ….Strappai quella catena alla quale si teneva il morto, e alla luce della luna vidi che era un piccolo medaglione…..

Inserzione per una casa….bolle di silenzio salgono fino alla luna che si esercita al trapezio della notte.

Ho servito il re d’Inghilterra….. Fra passeggiate nel parco per le notti di luna….Ora stava correndo per il giardino inondato dalla luce della luna….Prese a dondolare come una sedia a dondolo e guardava quel ramo disegnato sulla falce della luna.

Un tenero barbaro…Salimmo per la via crucis alla chiesa in rovina. La luna splendeva, e così percorrendo il viale dall’ombra profonda degli alberi frondosi passavamo nella calce della luce lunare….Poi Vladimir tastò il cancello e senza far rumore lo aprì. Entrammo nella chiesetta diroccata, attraverso un foro nel muro splendeva la luna. …..la luce della luna nella chiesa era accecante. ….Poi allungò una gamba, con la punta della scarpa toccava la luce perpetua senza luce e faceva dondolare quel vasetto decorativo appeso a tre catenelle chiazzate in modo che entrasse nella luce clorata della luna e si accendesse, fino a diventare accecante…..il pendolo dell’eternità scompariva nelle tenebre sempre come un uccello notturno, ma quando compariva nella luce della luna, il vasetto si accendeva come uno stupendo fagiano, come l’araba fenice, per un momento rimaneva immobile, quando raggiungeva la fase culminante, per la forza di gravità e il movimento naturale della scarpa di Vladimir tornava nel buio. E l’intero meccanismo, fissato al soffitto con una catenella, cigolava tenero, perché i cerchietti si strofinavano rugginosi l’uno contro l’altro come i dischi di una spina dorsale malata.

Una solitudine troppo rumorosa…..Sulla testa gli misi quel suo berretto da ferroviere che stava appeso alla cabina e andai a prendere Immanuel Kant e tra le dita gli aprii quel bel testo, che mi ha sempre commosso…Due cose riempiono il mio animo di un’ammirazione sempre nuova e crescente. ….il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me….Poi però ci ripensai e sfogliai le frasi più belle. …del giovane Kant. ..quando la luce tremolante di una notte d’estate è piena di stelle tremolante e la luna è immobile nel plenilunio, vengo lentamente risucchiato in un’altra sensibilità piena di amicizia e di disprezzo pel mondo e per l’eternità. ….E mentre il vecchio artista stava sulla scala e lottava per raggiungere l’espressione del volto alla luce della luna, che era sbucata e splendeva per indicare la via dello scalpello all’artista…..Per la scala scendevano le scarpine bianche e i pantaloni bianchi, mentre la mantella azzurro chiaro si fondeva con la notte di luna come se scendesse dai cieli…….Piume in pietra, piume che mentre partivo brillavano là nella luce della luna come due finestre illuminate di un castello stile impero nella profondità della notte.

Luttobello ….Non avevo altro desiderio che avere a casa simili lampioni parlanti…protendere le braccia e meravigliarsi della luce verdazzurra che somiglia alla luce di una notte di luna, quando la luna piena mi faceva sempre alzare dal letto e io protendevo a quella luce braccia e gambe, sentivo che quella luce aveva anche un peso, come se dall’alto venisse versata farina o polvere di stelle. E tutto nella stanza è come un sogno e si cammina sulle punte dei piedi, perché la notte di luna mette paura….

La notte dei bucaneve…..Un boschetto di betulle..e il prato dietro i tronchi d’albero biancheggiava e si levava una nebbia e su tutto sbirciava la luna, ma una luna così stupida da esser magnifica come un deficiente. ….Una panchina verniciata di bianco e la luna si specchiava sul piano e la ragazza si sedette su quella luna…

Quadernetto dell’attenzione che non distingue…Verso il sole ho la stessa possibilità reale di prendere tra gli ultimi ramoscelli protesi la rugiada che cade, la pioggia le stelle e tutte le fasi della luna di notte….-Tra tutti gli strumenti quello che preferisco è l’ago. Al posto della testa ha una cruna in cui si infila il filo, e così con quell’ago si cuce. A volte quando guardo in alto una notte di luna ho la precisa sensazione che qualcuno mi infili la luce della luna nella cruna dell’occhio dentro la mia testa. A volte quando chiudo gli occhi ho la sensazione che qualcuno mi infili dall’alto tutti i pensieri belli nel cervello, e così vengo a conoscere cose di cui non so nulla-…….Ogni cosa che mi venga incontro sempre mi colpisce, mi terrorizza, mi distrugge a tal punto con la propria bellezza che non sono capace di fissarla negli occhi, qualsiasi cosa mi venga incontro, tutto è più forte di me, ho bisogno sempre di riprendermi, di risollevarmi da un breve svenimento non solo per le persone, ma per esempio anche quando la luna balza sopra i prati nuovi mi colpisce, talmente che non sono in grado di guardarla, devo guardare prima a sinistra, poi a destra, e soltanto dopo con smisurata agitazione la fisso negli occhi, per abbassare gli occhi un secondo dopo, come se mi lanciasse un’occhiata una bella donna della quale so per certo che se mi rivolgesse la parola comincerei subito a straparlare, e nello squilibrio del discorso ci vuole molto tempo prima che torni tranquillo. Allo stesso modo vengo confuso da un bel fagiano, da una capriola che con riverenza si alza se la sorprendo distesa nel mio giardino, il mio primo desiderio è di schizzare via dalla fonte della mia commozione, scappare e portare con me l’impressione che mi scorre addosso come un amore a prima vista, allo stesso modo quando vedo un bel porcinello rosso sotto le betulle, guardo subito da un’altra parte, sono tutto tremante, mi agita tanto quel primo sguardo così prezioso proprio come un campo di frumento ondeggiante, come un bel cavolo rivestito di mercurio, come i fuscelli di una pannocchia. Dev’essere per il fatto che con quel primo sguardo d’amore penetra dentro di me l’essenza di ciò che vedo, ma io in quell’attimo per un momento divento, irrompo nella cosa appena vista. Dovrei essere uno spaccone, dovrei essere un ganzo, ma sono un umile amante impaurito dalla bellezza che in ogni cosa mi è venuta incontro. Perciò gusto ogni cosa solamente quando è tardi, soltanto dopo, quando le immagini tremolanti si placano ….Non mi sazio mai di guardare i gatti che giocano con la luna……..

Il manuale di un apprendista stramparlone….Sono un estimatore del sole nei ristoranti all’aperto, un bevitore della luna che si specchia nel selciato bagnato.

Il flauto magico…….Sere di luna, sere cineree, un tempo ero giovane e ogni cosa era diversa…Sarà una notte fredda e ci saranno le stelle, e di scorcio dalla mia finestra al quinto piano stasera vedrò la falce della luna….-P.S. E a casa mi sono messo a sfogliare la conclusione del terzo capitolo della Terra desolata di T.S. Eliot e dal quinto piano l’ho letta alla luna….

Luragano di novembre…..Cara Dubenka sono a Kersko e dietro i boschi è spuntata la luna, è forse il quinto giorno dopo il plenilunio, fa freddo e la luna è come una grossa scheggia di una vetrina, è di un pallido arancione. …..